La virtù: un nuovo stile di vita?
Al centro del dibattito l’attuale rinascita dell’interesse per la virtù quale insieme di valori assoluti ed eterni.
Al centro del dibattito l’attuale rinascita dell’interesse per la virtù quale insieme di valori assoluti ed eterni.
L’interesse nazionale, tema cui Aspen ha sempre dedicato grande attenzione producendo in tempi recenti due pregevoli volumi, va innanzi tutto ridefinito e collocato in un contesto europeo. Se infatti la recente normativa comunitaria ha progressivamente eliminato le barriere tra i mercati, non è tuttavia riuscita ad omologare i sistemi economici e le regole nazionali. Ma è anche e soprattutto una questione di establishment sia politico che economico, non sempre all’altezza di affrontare sfide di grande impegno.
L’incontro, organizzato in collaborazione con Confindustria, partendo dall’analisi del nostro sistema universitario, ha voluto fornire l’occasione per individuare strategie e formulare proposte atte a rilanciare l’eccellenza e la competitività dell’università italiana.
Lunedì 30 gennaio si è svolta a Milano la Conferenza “Distretti, made in Italy e laboratori: rinnovare un paradigma vincente” che fa parte del ciclo “I Grandi Temi di Attualità per il Paese”. Durante l’incontro è stato ribadito che i distretti industriali, realtà strategica dell’economia italiana, stanno subendo una delicata evoluzione che va accompagnata e seguita con grande attenzione.
La conferenza ha affrontato temi strategici e di grande modernità, mettendo in evidenza i ritorni in termini di crescita economica che il settore può dare al Paese. Centrale è stato anche il dibattito sulla ricerca sia pubblica che privata, sulla necessità di individuare aree di eccellenza per aumentare la riconoscibilità della ricerca italiana per attirare capitali nazionali ed esteri.
La Tavola Rotonda L’Italia e l’attuazione della strategia di Lisbona (Il Piano per l’Innovazione, la Crescita e l’Occupazione – PICO) ha inteso portare all’attenzione dei soci Aspen il contributo dell’Italia all’attuazione degli accordi presi a livello Ue a Lisbona nel 2000. Si è discusso sulla validità del Piano, sulle possibili integrazioni da portare, sull’eventuale coinvolgimento dei destinatari del Piano stesso.
La marca è una realtà complessa e multidimensionale, un sistema dinamico che deve avere una personalità ben definita, unica, memorabile, seduttiva. Il brand diviene deposito di segni da cui il consumatore ricava simboli, mondi e valori che usa poi per relazionarsi e comunicare con gli altri, con l’ambiente sociale. Si parla quindi di una sorta di "alchimia della marca".
La conferenza ha messo a fuoco le opzioni possibili per un programma energetico nazionale, in grado di coniugare con successo sicurezza ed efficienza. Si è discusso su come ripartire la responsabilità fra i diversi attori – istituzionali, pubblici e privati – e i diversi livelli di governo – comunitario, regionale e locale.
La Tavola Rotonda ha affrontato una serie di nodi strategici per il sistema bancario italiano tra i quali il costo dei servizi bancari troppo elevato rispetto ad altri Paesi europei; la ridotta dimensione delle banche italiane non favorisce l’internazionalizzazione delle imprese; la difficoltà che hanno le banche nel finanziare l’innovazione; un diffuso fenomeno di razionamento del credito, soprattutto nel Mezzogiorno.
La Tavola Rotonda ha evidenziato la necessità di ridisegnare una rete infrastrutturale coerente con i bisogni della domanda, valorizzando gli interventi di un rilievo finanziario minore, che possano però portare un più immediato ritorno in termini di convenienza nella scelta modale. Si deve dare priorità strategica ai potenziamenti infrastrutturali in programma per i tunnel ferroviari e per i terminali portuali, se non si vuole stroncare sul nascere la possibilità che i flussi di merce del Far East scelgano la via del Southern Range invece che quella del Northern Range.
L’Italia, grazie al suo patrimonio artistico, culturale e di bellezze naturali, ha sempre occupato una posizione di leadership nel turismo. Oggi tutto questo non basta più: se non si vuole che la crisi in cui versa il settore non si tramuti in declino occorre invertire la rotta attraverso strategie basate su precise e tempestive scelte industriali e politiche. Va dunque definito quale è il prodotto da vendere, la strategia e gli strumenti necessari per farlo. L’Italia può continuare ad essere competitiva dove più forte è il richiamo del "brand Italia".
La conferenza ha esaminato le esigenze cui le città del futuro dovranno far fronte. Le metropoli dovranno farsi carico di accogliere, attrarre e coinvolgere un sempre maggior numero di persone in cerca di città che siano attrattive ed efficienti senza perdere identità e specificità. In un contesto sempre più multiculturale le città devono trovare nuovi strumenti per rendere compatibili elementi diversi: efficienza produttiva, dimensione estetica e coesione sociale. Devono, inoltre, essere capaci di attrarre turismo e saperlo poi gestire in maniera sostenibile.
La nuova offerta e la multiforme accessibilità delle informazioni, il crescente utilizzo di Internet, la disponibilità dei contenuti, il pluralismo delle fonti sono fatti nuovi che stanno profondamente cambiando il sistema delle comunicazioni, lanciando nuove sfide ai media. La Tavola Rotonda Aspen, svoltasi nella sede del Corriere della Sera a Milano, è partita da questo scenario per analizzare la situazione italiana in rapporto al mercato globale della comunicazione.
La Tavola Rotonda ha preso in esame l’irreversibile processo di convergenza tra tecnologie TV e TLC: nel prossimo futuro, infatti, l’ADSL e la TV su protocollo IP consentiranno agli operatori TLC di misurarsi con un’offerta video completa. Al tempo stesso diventare digitale per la televisione ha significato poter disporre un accesso dedicato all’utente finale, un rapporto di partecipazione del telespettatore ai programmi; l’opportunità di personalizzare i palinsesti; la separazione delle differenti funzioni ovvero l’operatore di rete, dal fornitore di contenuti e servizi.
La conferenza affronta temi centrali per il rilancio dell’economia italiana quali produttività, formazione e flessibilità. Al centro del dibattito le misure più adeguate per rendere il sistema più competitivo, le nuove politiche per la formazione del capitale umano, per una maggiore qualificazione della forza lavoro immigrata e del lavoro femminile. Si è discusso anche di proposte per una diminuzione del costo del lavoro, della maggiore flessibilità del mercato del lavoro, del futuro degli ammortizzatori sociali e della necessità di nuove tutele per i nuovi lavori.
L’incontro ha messo a fuoco le opportunità e i rischi dell’adozione dei nuovi sistemi contabili internazionali. Si è discusso in particolare delle conseguenze sul bilancio dei gruppi quotati, sulle implicazioni dello IAS sul patrimonio netto e sugli eventuali riflessi sui processi di aggregazione. Sono state anche approfondite le opportunità e le difficoltà che il nuovo sistema comporta per le imprese e in che misura le medesime si stanno dotando delle necessarie competenze.
I processi di liberalizzazione innescano fenomeni virtuosi: apertura alla concorrenza, aumento dell’efficienza, maggiore ampiezza di scelta per il consumatore e più agevole accesso ai mercati dei capitali per le imprese. La discussione ha coinvolto tutti gli attori . In primo luogo le istituzioni "motore" del processo: governo, autorità garanti della concorrenza e autorità per la supervisione di settori in fase di liberalizzazione.
La Tavola Rotonda ha offerto l’occasione per analizzare i nuovi orizzonti applicativi e le prospettive di impatto economico, sociale e organizzativo dell’Information Technology.
La conferenza ha individuato una serie di rischi e opportunità per le politiche di finanziamento all’innovazione. Finanziare l’innovazione presenta infatti una serie di difficoltà legate alla natura stessa di questa attività. Il primo ostacolo riguarda l’incertezza. Per definizione, non è possibile prevedere a priori il risultato dell’attività di ricerca e se il mercato apprezzerà un nuovo prodotto o un nuovo servizio. L’incertezza riguardante gli esiti e il successo dell’attività di innovazione accentua l’esistenza di asimmetrie informative tra il finanziatore e l’innovatore.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità pone il sistema sanitario italiano ai primi posti, pur evidenziando il problema – che condividiamo con altri paesi europei – del finanziamento di una sanità capace di rispondere all’evoluzione della domanda di salute dei cittadini. Dall’incontro è emersa la richiesta di passare da una filosofia di conto economico ad una di analisi del fabbisogno sanitario attraverso la costruzione di modelli conoscitivi della domanda.