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La riforma della pubblica amministrazione: i motivi ispiratori, i risultati conseguiti, gli obiettivi da raggiungere

Roma, 26/09/2018, Tavola rotonda Nazionale

Aspen Institute Italia ha promosso questa tavola rotonda per riflettere sui processi di riforma che hanno caratterizzato la pubblica amministrazione italiana negli ultimi anni. Nel corso dell’incontro è stato presentato il nuovo Rapporto Aspen dal titolo “Le riforme della pubblica amministrazione nella XVII Legislatura. I motivi ispiratori, i risultati conseguiti, gli obiettivi da raggiungere”.

La discussione ha messo in luce le principali questioni problematiche relative all’organizzazione e al funzionamento della macchina amministrativa italiana, che vanno dalla riconfigurazione delle amministrazioni centrali e periferiche dello Stato al riordino della disciplina della dirigenza pubblica, dal rafforzamento della governance delle società a partecipazione pubblica alla ridefinizione dei servizi pubblici locali, dalle politiche di semplificazione dei procedimenti amministrativi alla digitalizzazione, dalla normativa riguardante la trasparenza a quella concernente l’anticorruzione, specialmente nel settore dei contratti e dei lavori pubblici.

Si è sostenuta la necessità di una visione più profonda e complessiva delle strategie di riforma dell’amministrazione, che dovrebbero consentire di ripensare alla radice l’organizzazione e le procedure amministrative, anche nella prospettiva della trasformazione digitale. Si è affermata la centralità dei percorsi di attuazione delle riforme e dei meccanismi successivi per la loro valutazione. Troppe riforme sono rimaste lettera morta e troppe poche volte si è avuto un monitoraggio dei progressi effettivamente realizzati. In questa prospettiva, sarebbe utile una cabina di regia permanente che misuri e verifichi i risultati delle varie riforme.

Si è messo in evidenza, inoltre, che le riforme non dovrebbero essere autoreferenziali, ossia concepite senza un confronto con i cittadini, le imprese e gli investitori istituzionali. Qualunque sforzo riformatore, poi, non avrebbe senso se non poggiasse sul personale pubblico: occorrono maggiori investimenti nella formazione e nella selezione di funzionari e dirigenti. Per favorire l’attività dei dipendenti pubblici, infine, sarebbe utile una semplificazione del sistema dei controlli preventivi e successivi, che rischiano di irrigidire eccessivamente l’azione amministrativa.