Uscire dalle crisi: le sfide per l’Europa
Quella in Ucraina è una guerra esistenziale per Vladimir Putin. Se la perde, perde il potere. Ed è per questo che vuole, con ogni mezzo, (…)Uscire dalle crisi: le sfide per l’Europa
Quella in Ucraina è una guerra esistenziale per Vladimir Putin. Se la perde, perde il potere. Ed è per questo che vuole, con ogni mezzo, (…)Uscire dalle crisi: le sfide per l’Europa
Il periodo di iperglobalizzazione iniziato negli anni ‘80 ha visto una frammentazione globale delle filiere produttive verso aree geografiche caratterizzate da costi di produzione inferiori. Tuttavia, nell’ultima decade tale fenomeno di offshoring è stato rallentato e in parte invertito.
Non si sta vivendo un’epoca di cambiamento, ma un cambiamento d’epoca. Lo stato dell’arte è quello di un pianeta malato. I costi di questa malattia si fanno sentire anche sul fronte economico: l’ultimo rapporto di IPCC stima un danno pari allo 0,25% del PIL mondiale come conseguenza dei cambiamenti climatici.
Cultura e tecnica possono oggi apparire, a uno sguardo superficiale, due dimensioni estranee tra loro. Ma non è sempre stato così. La tradizione classica e quella rinascimentale italiana vedevano una costante contaminazione tra umanesimo e scienza, che solo il Novecento ha separato. Ricomporre adesso questo binomio e ricreare una “cultura politecnica” può rivelarsi fondamentale per affrontare al meglio grandi cambiamenti come la transizione digitale e quella ambientale, che stanno già mutando radicalmente le nostre abitudini di vita e che in futuro lo faranno sempre di più.
Sarà il confronto geopolitico Stati Uniti – Cina a dominare gli anni a venire. Washington ritiene persa la scommessa di coinvolgere la Cina nell’ordine liberale che la stessa Pechino considera illegittimo. E, quindi, perché il confronto non diventi scontro– o addirittura guerra – sarà necessario trovare un terreno di collaborazione su tematiche globali in uno spazio altrimenti dominato da aspri contrasti. Differentemente dal Congresso, è il mondo economico americano ad avere rapporti e interdipendenze molto forti con il sistema economico cinese.
Il mondo della finanza, con i suoi prodotti e i suoi mercati, sta attraversando una fase di profondi cambiamenti. Da un punto di vista tecnologico, infatti, negli ultimi 10 anni sono stati messi a disposizione degli addetti ai lavori strumenti che hanno consentito di compiere una vera e propria rivoluzione del settore.
La pandemia di COVID-19 ha modificato radicalmente l’industria del consumo negli ultimi 18 mesi. In una prima fase si è assistito ad un’accelerazione nel processo di maturazione di alcuni fenomeni che erano già in essere, quali l’e-commerce. In seguito sono emerse nuove priorità considerate a malapena secondarie nel periodo pre-pandemico, tra cui la tutela dell’ambiente ed il benessere fisico e mentale della persona.
L’esperienza pandemica e la conseguente evoluzione della congiuntura globale rendono evidente, ancor più che in passato, la necessità che Italia ed Europa creino un contesto attrattivo per gli investimenti industriali – in primo luogo quelli strategici per la crescita e la sicurezza nazionale – privilegino competenze adeguate nel pubblico e nel privato, attivino una profonda riforma della Pubblica Amministrazione per una maggiore qualità e velocità dei processi decisionali.
Troppe regole e poca politica. In questa sintesi, seppure non esaustiva, si può leggere una delle ragioni principali della crisi europea e dell’attuale continua tensione tra Ue ed identità nazionali, prepotentemente tornate in campo sotto la spinta sovranista e populista. L’eccessivo concentrarsi sulle regole, soprattutto da parte di una Commissione diventata negli anni sempre più debole, allontana dalla creazione di un sistema comunitario che abbia in mano l’esercizio del potere politico.
La globalizzazione e la tecnologia hanno modificato radicalmente l’industria del turismo nell’ultimo decennio. I processi di globalizzazione hanno portato ad un drastico aumento della domanda turistica, per duplice effetto della riduzione dei costi di trasporto e l’aumento dei collegamenti che ha reso viaggiare accessibile ad un numero crescente della popolazione mondiale. Al tempo stesso la tecnologia ha disintermediato il settore permettendo a tutti di leggere e pubblicare in tempo reale recensioni sui luoghi visitati.
Il nuovo triangolo industriale (Lombardia, Veneto, Emilia) rappresenta oggi uno dei motori più dinamici del continente, tra le prime regioni in Europa per Pil, export e valore aggiunto manifatturiero. Una performance resa possibile dall’incrocio virtuoso tra imprese, università, pubblica amministrazione che si saldano a grandi piattaforme tecnologiche e di ricerca. Dati lusinghieri, ma al tempo stesso forieri di interrogativi. In un Paese caratterizzato da un dualismo esasperato, diventa urgente capire come il nuovo triangolo industriale possa fare da traino al resto del Paese.
Nella sua fase iniziale, la diffusione di Internet è stata sono contrassegnata da un ottimismo progressista riguardo ai suoi effetti favorevoli ai processi di decentramento e democratizzazione. Le informazioni sarebbero state ampiamente disponibili e avrebbero minato il monopolio del potere dei governi autoritari. In seguito, però, il mondo sembra aver intrapreso una via completamente diversa.
L’ecosistema della salute sta cambiando molto rapidamente, e ciò richiede un approccio attivo, che sappia guidare ed orientare il cambiamento anziché lasciarsi guidare. Nel ripensare la salute, il benessere e il ciclo dell’intera vita umana, l’elemento chiave è l’innovazione: si tratta di una priorità sociale, che potrebbe persino essere definita un “Rinascimento dell’innovazione”. In quest’ottica dobbiamo riprendere i nostri valori fondamentali e applicarli alle scoperte moderne.
In collaborazione con The Aspen Institute si è svolta la nona edizione dell’Aspen Institute Italia Seminar on Leadership, Globalization and the Quest for Common Values.
Il seminario, della durata di tre giorni, è dedicato alla memoria di Ennio Presutti, fra i fondatori di Aspen Institute Italia, scomparso nel 2008.
Le grandi innovazioni hanno origine da fenomeni di convergenza tra discipline, tecnologie, sistemi produttivi o stili di vita. Le Scienze della Vita vivono uno di questi momenti: le sinergie tra i progressi della scienza e della tecnologia generano da un lato maggiori conoscenze sulle caratteristiche genetiche degli individui dall’altro capacità di elaborare un’enorme massa di dati per migliorare le diagnosi, prevenire le malattie, trovare terapie più efficaci.