Il rapporto tra salute, sostenibilità e sviluppo economico non può più essere affrontato attraverso politiche settoriali e visioni frammentate. Le trasformazioni in atto indicano chiaramente che salute, ambiente, economia e governance sono dimensioni profondamente interconnesse, e solo un approccio sistemico consente di governarle efficacemente. I cambiamenti climatici, ad esempio, hanno già oggi un impatto diretto e misurabile sulla salute pubblica: dall’aumento della mortalità per ondate di calore alla diffusione di malattie trasmissibili, fino alle ricadute economiche derivanti dalla perdita di produttività e dall’incremento della spesa sanitaria. Di fronte a dinamiche di questa portata, qualsiasi risposta parziale risulta strutturalmente insufficiente.
In un tale quadro, il paradigma One Health si è affermato non soltanto come visione teorica, ma come necessità operativa. Fondato sul riconoscimento dell’interdipendenza tra salute umana, animale, delle piante e degli ecosistemi, costituisce oggi un framework metodologico globale adottato dalle principali organizzazioni internazionali — WHO, FAO, UNEP e WOAH — e declinato in un piano operativo condiviso, il One Health Joint Plan of Action, orientato alla prevenzione, alla preparedness e alla gestione integrata dei rischi sanitari.
Sul piano istituzionale, l’Italia ha compiuto scelte significative che la collocano tra i sistemi più avanzati in Europa. Negli ultimi anni il Paese ha sviluppato un’architettura istituzionale integrata, multi-stakeholder e interdisciplinare, con investimenti rilevanti nell’ambito della prevenzione dei rischi ambientali e climatici, puntando a costruire un sistema sanitario in cui l’approccio One Health costituisca il principio organizzativo della prevenzione collettiva, accanto al Servizio Sanitario Nazionale tradizionale.
La funzione delle imprese in questo scenario travalica la dimensione puramente economica e industriale per investire quella educativa e sociale, attraverso la promozione della prevenzione sanitaria, di stili di vita sostenibili e di una maggiore consapevolezza collettiva sui temi della salute e dell’ambiente. L’industria farmaceutica, già fortemente impegnata sui temi della sostenibilità, rappresenta in questo senso un settore di riferimento. Una più profonda integrazione tra modelli di impresa responsabili e approccio One Health può rafforzare simultaneamente competitività, capacità di innovazione e risposta alle aspettative di cittadini, investitori e istituzioni.
Un ulteriore elemento di innovazione è rappresentato dall’evoluzione normativa europea in materia di rendicontazione ESG che coinvolgerà in modo progressivo grandi imprese e PMI: si tratta di un’opportunità strategica per integrare sistematicamente le politiche di sostenibilità con gli obiettivi di salute pubblica. Il framework ESG offre, infatti, alle imprese gli strumenti per tradurre principi teorici in azioni concrete, misurabili e verificabili: dalla gestione delle filiere alla riduzione dell’impatto ambientale, dalla prevenzione dei rischi pandemici al contrasto dell’antimicrobico-resistenza, fino al rafforzamento della coerenza tra strategia aziendale e obiettivi di sviluppo sostenibile.
In particolare, la sfida all’antimicrobico-resistenza — una delle principali emergenze sanitarie globali — rappresenta l’esempio più efficace di questa convergenza necessaria: richiede strumenti di policy, incentivi economici, collaborazione internazionale e un coordinamento stabile tra istituzioni, imprese e comunità scientifica che nessun attore, da solo, è in grado di garantire.
One Health non può dunque essere considerato esclusivamente un approccio scientifico: è un paradigma culturale, economico e politico che deve porsi l’equità come obiettivo strutturale. È quindi fondamentale riconoscere che le disuguaglianze sanitarie nascono in larga misura da disparità sociali e ambientali e che affrontarle richiede il coinvolgimento attivo della società civile e di tutti gli attori rilevanti fin dalle prime fasi di attuazione delle politiche. Vedere la salute non come voce di spesa, ma come investimento strategico per il futuro economico, sociale e sanitario, è la premessa indispensabile per costruire risposte all’altezza delle sfide che attendono il Paese.


