L’accesso alla casa è tornato al centro dell’agenda pubblica europea e nazionale per le sue implicazioni sociali ed economiche. Se da un lato l’Italia, storicamente ai vertici delle classifiche sulla diffusione della proprietà dell’abitazione, vede gli indicatori medi di disagio abitativo relativamente contenuti, dall’altro emergono forti criticità in segmenti specifici della popolazione e, in particolare, nel mercato degli affitti.
Si rileva un crescente problema di accessibilità all’abitazione, soprattutto nei grandi poli urbani e nei territori più dinamici sotto il profilo economico, dove per l’aumento dei canoni e la limitata disponibilità di alloggi accessibili è più difficile soddisfare il fabbisogno abitativo. Le maggiori criticità riguardano la cosiddetta “fascia grigia”, costituita da famiglie che non hanno i requisiti per accedere all’edilizia residenziale pubblica ma che, allo stesso tempo, incontrano difficoltà nel sostenere i costi del mercato privato: in questa fascia si trovano soprattutto giovani, lavoratori mobili, famiglie monogenitoriali e persone sole.
Il problema non è riconducibile solo alla crescita delle locazioni brevi – diffuse soprattutto nelle località turistiche – ma a un più generale disallineamento tra localizzazione della domanda e disponibilità dell’offerta: se la prima tende a concentrarsi in territori che offrono più opportunità lavorative e formative e maggiori servizi, una quota rilevante del patrimonio abitativo inutilizzato si trova in aree meno popolate e con un tessuto economico più debole.
Le difficoltà di accesso all’abitazione incidono direttamente anche sulla mobilità delle persone, sull’autonomia delle nuove generazioni e sulla capacità dei territori di attrarre e trattenere forza lavoro. Anche per questo, alcuni comparti a più alto fabbisogno occupazionale – come sanità, turismo, ristorazione, trasporti e logistica – e diverse filiere manifatturiere sono davanti a un crescente mismatch tra domanda e offerta di lavoro. La centralità del tema si riflette in una rinnovata attenzione riservata alla questione abitativa nelle strategie di policy, come il “Piano europeo per gli alloggi a prezzi accessibili” e il “Piano Casa italiano”: in entrambi i casi, il tema dell’abitare non viene più considerato esclusivamente come una misura di welfare, ma come una leva strategica per sostenere coesione sociale, mobilità del lavoro e sviluppo economico.

