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Presentazione di Aspenia 80 - Economia e democrazia dell'era del potere dei dati

Roma, 14/05/2018, Aspenia

Libera, democratica e driver dell’economia: questa sembrava la rete nel pieno della rivoluzione digitale. Pericolo per la democrazia, disgregatrice dei partiti politici e del tessuto sociale, creatrice di prodotti di bassa qualità: questa sembra la rete oggi. Tra pessimisti e ottimisti sul futuro del  potere digitale in economia e nella politica il dibattito è serrato. Il potere digitale può essere un pericolo per la democrazia: si pensi a casi recenti come quello di Cambridge Analytica o al palese afflusso di fake news da parte russa durante le presidenziali americane.

Il sistema dei partiti rispondeva in passato ad una struttura verticale, come verticale è la democrazia  rappresentativa. Oggi invece il leader gestisce il consenso elettorale nel rapporto orizzontale con l’elettorato, governa con i tweet . C’è chi è preoccupato dalla scomparsa dell’intermediazione c’è invece chi apprezza il nuovo rapporto diretto tra leader politico e il cittadino elettore che si sostanzia tramite i capisaldi dell’era internettiana come Facebook, Twitter, Istagram e quant’altro.  Questo tipo di rivoluzione trascina con sé anche un grande mutamento nel  linguaggio, più semplificato, più breve ed estremamente efficace. E, soprattutto , abrasivo, perché deve “hackerare” l’attenzione.  Mentre i mass media tradizionali hanno sempre creato e creano ancora consenso, i social media creano dissenso e sono divisivi.  

Il mondo di internet è ancora poco regolato, anche a motivo della visione antica che descriveva la rete come anarchia e libertà assoluta. Lo stesso governo americano, all’inizio degli anni 2000, scelse la strada della non regolazione. Ma i nuovi parametri e lo sviluppo del mercato digitale impongono oggi di immaginare un contesto normativo diverso. Difficile da attuare perché andrebbe ipotizzato globalmente, mentre proprio globalmente non esiste consenso: ad esempio l’Europa ha preso la sua strada – il 25 maggio entra in vigore il GDPR – mentre gli Stati Uniti sono ancora lontani da una simile decisione.  

Big data e regolazione sono al centro anche della gestione di sicurezza e soprattutto della cyber security. Spesso  l’errore umano – ancora diffuso – mette in pericolo il  sistema. C’è chi sostiene che contro gli hacker “ cattivi”  il sistema di difesa della sicurezza debba dotarsi di hacker “ buoni” per evitare  pericoli maggiori e contrastare gli attacchi. Ma le norme non sempre lo permettono: ad esempio negli Stati Uniti Uniti andrebbe modificata la normativa che proibisce “l’hackeraggio”.  Proprio gli hacker sono stati tra i protagonisti delle maggiori violazioni delle regole democratiche delle campagne elettorali, in primo luogo quella americana.

Problemi di non poco conto per la democrazia cui si affianca l’abbassamento repentino della qualità dell’informazione. Con le tecnologie digitali il prezzo delle informazioni è molto diminuito: le fake news sopravanzano le fair news. I prezzi bassi hanno ridotto gli incentivi a produrre news di qualità. E il processo di fact checking  - che dovrebbe essere un importante argine  alle “bufale” - è talmente costoso e lento che non riesce ad impedire la loro diffusione generalizzata.   

Il potere dei dati impatta anche violentemente sui modelli di business: le grandi aziende sanno che l’innovazione è strategica, ma portare innovazione in azienda significa seguire da vicino il lavoro di molte start up digitali innovative. Nel caso i loro prodotti siano convincenti dovrebbero essere acquisiti da aziende dell’economia tradizionale, pronte ad essere disseminate di idee e prodotti validi. Ma non sempre questo accade: ed è, dunque, necessario spostare il baricentro tecnologico verso nuove piattaforme più aperte.   

Numeri e dati sono stati da sempre la base per l’esercizio del potere: così accadeva in passato ad esempio per  gli eserciti, l’amministrazione, la gestione delle guerre. E il potere politico era al di sopra dei dati, mentre oggi il strapotere rischia di soverchiare il potere politico e minare le basi dei sistemi democratici. Quanto al potere economico, lasciare oggi il mondo della rete senza regole significa perpetuare l’asimmetria tra un mondo digitale palesemente non regolato e il mondo economico tradizionale vistosamente pieno di vincoli.