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Italy, Europe and India: building a post-covid economy

Modalità digitale, 22/07/2020, Webinar Internazionale

Il mondo è alle prese con una crisi economica e sanitaria senza precedenti proprio in un momento in cui sembra esserci un vuoto nella leadership globale (sicuramente di quella degli Stati Uniti) e nessun paese può offrire una ricetta efficace per risolverla. L'Unione europea, almeno, ha dimostrato recentemente la capacità di trovare un’intesa e  di concordare tutta una serie di provvedimenti a sostegno dell’economia, anche se resta la necessità di un coordinamento a un livello ancor  più ampio. Ma questo, a sua volta, può richiedere un consenso su standard comuni in varie sfere, dal commercio equo e solidale alla cooperazione scientifica e a questioni sanitarie specifiche.

     In questo contesto generale, il problema  strategico fondamentale  è oggi l’antagonismo fra  Washington e Pechino. La Cina sta cercando di sostituire gli Stati Uniti come potenza predominante  in Asia, con le inevitabili tensioni che ne derivano. Questo riguarda anche tutte le altre potenze, compresa naturalmente l'India, come pure l'Unione Europea. Di fronte alla determinazione della Cina è probabile che Stati Uniti e India sviluppino legami più stretti per contenerla, ma le tensioni possono anche sfuggire al controllo in questi tempi davvero pericolosi per l'Asia e la regione dell'Indo-Pacifico.

     Gli europei stanno diventando sempre più consapevoli delle ripercussioni che lo scontro in atto in Asia può avere sul vecchio continente. Tant’è vero che  stanno riconsiderando l’importanza di una più stretta collaborazione con l'India. Un ambizioso accordo commerciale bilaterale si è arenato nel 2013, ma  oggi sembra riemergere la volontà politica di riprendere i negoziati e di andare avanti, anche se l'Europa continuerà ad essere preoccupata per i paesi più vicini del Medio Oriente e per alcune aree  dell'Africa, che richiedono certamente l’impegno di notevoli risorse politiche ed economiche.

     Dal punto di vista dell’India, lo sviluppo di un rapporto strategico con gli Stati Uniti è stato limitato dalle tattiche adottate dall'amministrazione Trump, in particolare dall’uso del commercio internazionale come un’arma di pressione. Con l'Unione Europea esiste invece un comune terreno d’intesa, specialmente riguardo alle  politiche climatiche - che Nuova Delhi considera una questione d’importanza vitale - e all'economia digitale. In questi settori,  si registra una significativa complementarietà. L'India, ad esempio,  ha un programma di sviluppo dell’energia solare molto ampio ed è interessata a diversificare i suoi partner in settori come l'elettronica e le infrastrutture.

     Ulteriori possibilità di sviluppo economico  potrebbero crearsi se l'India fosse disposta ad aprirsi ancora di più agli investimenti e alle partecipazioni internazionali. Questo incoraggerebbe inoltre le imprese europee a rilocalizzarsi al di fuori della Cina, anche se  in realtà solo pochi paesi europei hanno una presenza capillare in Cina e pertanto  il trasferimento in India comporterebbe soprattutto un aumento dei flussi di investimenti provenienti dal vecchio continente. Da questo punto di vista (specialmente dell’Italia) i settori di sviluppo più promettenti nel prossimo futuro  sono la  green economy, l'energia e le infrastrutture, la manifattura più avanzata, il digitale (comprese le tecnologie 5G) e l'industria aerospaziale. A questi si possono aggiungere oggi anche la sanità e la farmaceutica: d’ora in poi, questi settori, riceveranno giustamente  maggiore attenzione, come pure quelli dell’agricoltura  e dell’industria agroalimentare.

     Uno dei presupposti fondamentali per lo sviluppo di più intensi rapporti tra le imprese indiane e quelle italiane, in particolare, è la creazione di interi cluster di aziende che si riuniscano e collaborino tra loro, visto che molte di esse sono di piccole e medie dimensioni. Le PMI hanno infatti  caratteristiche speciali che le rendono agili ma anche un po' vulnerabili in un sistema giuridico e  in un contesto politico particolari. E da questo punto di vista, per compiere passi avanti sarà necessaria anche la collaborazione attiva dei governi a vari livelli.