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Gli Stati Uniti alla prova di COVID-19

Modalità digitale, 08/04/2020, Digital Panel Discussion

La pandemia ha colto gli Stati Uniti in una delicata fase pre-elettorale in cui il Presidente in carica scommetteva moltissimo su una crescita economica solida e prolungata, mentre il Partito Democratico offriva un’alternativa incentrata almeno in parte su un maggior ruolo dello Stato nella redistribuzione dei redditi e nella fornitura di servizi essenziali – compresa la sanità.

Su questo sfondo, il “webinar” ha discusso delle misure di emergenza prese dall’amministrazione Trump, soprattutto a sostegno delle famiglie e delle imprese (oltre che del sistema finanziario), con un ruolo senza precedenti affidato alla Federal Reserve. I massicci interventi di stimolo fiscale si accompagnano a un ruolo di “War President” assunto dal capo dell’esecutivo, anche se i compiti che la Costituzione affida ai singoli Stati in materia di pubblica sicurezza sono fondamentali e stanno riflettendo le profonde divisioni politiche che persistono nel Paese.

Complessivamente, la previsione è che nella leadership (in entrambi partiti) e nell’opinione pubblica americana si rafforzerà la tendenza – già chiaramente in atto – a guardare all’interno, sia economicamente (in particolare con la riduzione delle lunghe supply chain e un parziale reshoring della produzione) che geopoliticamente. Nonostante ciò, gli Stati Uniti vorranno comunque mostrare il loro peso internazionale e probabilmente esercitare, magari in modo diversi dal passato, un ruolo di leadership almeno in alcuni settori-chiave. Sul piano geopolitico, la Cina è al centro delle preoccupazioni e influenzerà in modo decisivo le scelte americane, tra molte incertezze sull’evoluzione della politica estera e dello stesso modello economico di Pechino.

Permane in ogni caso una consapevolezza che molte sfide comuni richiedono una gestione multilaterale e cooperativa, e che l’ordine internazionale liberale ereditato dal XX secolo (con tutti i suoi limiti) ha un grande valore in termini di interessi e di ideali. E’ in tale contesto che si dovrà inserire il dibattito sul futuro del rapporto transatlantico.

In chiave globale, questa pandemia è stata rapida quanto i nostri tempi e i mezzi di trasporto del XXI secolo, riflettendo in molti modi le caratteristiche stesse della globalizzazione degli ultimi decenni: non a caso, è passata in parte per la via della Seta. La crisi scatenata dal COVID-19 segna probabilmente la fine di una fase storica e di una continuità politica ed economica – soprattutto nel rapporto tra Stati e mercati e nelle forme di produzione della ricchezza. Lo shock è fortissimo e senza precedenti, ma potrà avere effetti positivi in una seconda fase, una volta analizzati gli errori commessi e trovate ricette sostenibili.

Una lezione da trarre è che è assolutamente fondamentale il connubio tra scienza e politica: la scienza può offrire moltissime soluzioni tecniche, ma la politica deve guidare i processi decisionali e gli interventi nell’interesse collettivo. Questo equilibrio è tanto centrale quanto quello tra scelte democratiche e forze di mercato.