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Future by quality: life sciences e ricerca in Italia

Modalità digitale, 28/09/2020, Tavola rotonda Nazionale

I Parchi Scientifici e Tecnologici sono un elemento fondamentale dell’ecosistema dell’innovazione. La loro capacità di connettere esperienze e discipline diverse, creando reti tra centri di ricerca, spin-off, start-up, incubatori, business angel e venture capitalist, è un grande elemento di competitività per un Paese, oltre a rappresentare una grande opportunità a livello territoriale. Si tratta di un lavoro importante che è ancor più fondamentale nel campo delle lifesciences in cui i tempi di sviluppo sono molto lunghi e i rischi elevati.

I Parchi Scientifici e Tecnologici sono a tutti gli effetti un’infrastruttura strategica materiale e immateriale finalizzata alla circolarità delle idee e delle competenze, oltre che allo stimolo dell’imprenditorialità e della cultura del rischio. Quest’ultimo rimane un aspetto critico della realtà italiana, dove il sistema formativo produce ottimi ricercatori ma manca una propensione alla creazione di nuove aziende. È necessario per questo che l’università offra, accanto alle discipline scientifiche, anche corsi per stimolare la cultura imprenditoriale, così come è importante che i ricercatori acquisiscano un senso di responsabilità verso la società, che li porti a traslare nella vita reale le loro scoperte.

Se mancano certamente incentivi economici e professionali a livello accademico, il vero ostacolo è però di tipo giuridico. I Paesi più innovatori, dove i Parchi Scientifici e Tecnologici sono nati o hanno trovato un rapido successo (il mondo anglosassone, ma anche Israele) sono accumunati da un sistema di common law. In Italia la civil law e la sua rigida separazione normativa e regolamentare fra sistema pubblico e privato può diventare un ostacolo insormontabile al trasferimento tecnologico.

Negli ultimi anni la politica ha sviluppato consenso intorno alle necessità degli attori dell’innovazione. Adesso è necessario concretizzare queste intenzioni. Ci vogliono figure e competenze legali che rendano possibile tutto ciò che non è esplicitamente vietato e non si limitino, quando si guarda all’innovazione, a vedere rischioso tutto ciò che non è previsto dal legislatore.

Questo sforzo è fondamentale in un momento in cui il ruolo dell’innovazione tecnologica si dimostra cruciale per le sfide dell’umanità. La diffusione di conoscenza può e deve diventare un fattore per ridurre le disuguaglianze, mentre le nuove tecnologie nella scienza della vita possono offrire cure e prevenzione a una platea sempre più vasta di persone anche in momenti di crisi e pandemia.

I Parchi Scientifici e Tecnologici sono a questo riguardo degli snodi cruciali. In un mondo che negli ultimi mesi si è riscoperto più virtuale possono essere acceleratori di nuove tecnologie, senza però rinunciare alla densità di idee e alla loro natura di luogo di incontro e scambio fisico, tutti elementi fondamentali per far crescere e prosperare gli ecosistemi innovativi.