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Forum Italia-Francia

Modalità digitale, 10/12/2021, Conferenza Internazionale

Quella fra Italia e Francia è una relazione cementata da una storia comune con forti vincoli economici e culturali. Si tratta di un rapporto che oggi vede, nel Trattato del Quirinale firmato il 26 novembre, un importante elemento di novità. Il rafforzamento della cooperazione fra i due Paesi è cruciale, in primo luogo, per il futuro della governance economica europea. Nei prossimi mesi, nel quadro della presidenza francese del Consiglio europeo, si scriveranno le regole di politica fiscale con la revisione del Patto di stabilità e crescita. Si delineerà, inoltre, la nuova disciplina sugli aiuti di Stato e si definirà un quadro di riforme necessario a rendere il continente più competitivo. In questo senso, il principale obiettivo del Trattato è la gestione condivisa delle sfide, attraverso un dialogo serrato e continuo che coinvolga i diversi livelli politici e amministrativi e si allarghi agli attori economici e sociali con l’obiettivo di formulare una visione strategica che, nell’interesse di entrambi i Paesi, si ponga alla base di una più solida costruzione europea.

Il futuro dell’Unione è determinato, del resto, dall’esito di due grandi transizioni in cui l’Europa vuole essere protagonista. Nella transizione digitale Italia e Francia si misurano con l’obiettivo di aumentare la sovranità del continente in una rivoluzione tecnologica che non solo ha immediati effetti sulla quotidianità dei cittadini, ma è anche determinante per garantire la competitività economica. Nella transizione energetica, invece, la posizione di avanguardia che l’Unione Europea ha assunto nel definire gli obiettivi di neutralità climatica deve trovare un equilibrio con la sostenibilità economica e sociale del sistema industriale. La decarbonizzazione, infatti, tocca tutti i gangli dell’economia europea: dalla formazione dei lavoratori al welfare, passando per la difesa delle filiere industriali strategiche.

Proprio nelle relazioni industriali il Trattato del Quirinale rappresenta un’opportunità per Italia e Francia che si sono confrontate spesso con la difficoltà di conciliare le rispettive politiche economiche, ad iniziare dalle problematiche sorte in comparti come l’energia, le telecomunicazioni, la difesa. Su quest’ultimo aspetto, il Trattato parte dal comune obiettivo di una maggiore autonomia strategica dell’Europa, esposta al cambiamento delle priorità geopolitiche degli Stati Uniti. Si tratta, tuttavia, di un ambito che deve essere approfondito per conciliare le visioni spesso distanti di Roma e Parigi sulle relazioni transatlantiche.

Ricomporre le divisioni rimane uno sforzo cruciale anche nello scenario regionale che deve essere alla base della cooperazione italo-francese. Le tensioni fra i due Paesi in aree chiave come la Libia hanno lasciato un eccessivo spazio di manovra a potenze extra-europee come Russia e Turchia. Ripartire dal Trattato del Quirinale significa offrire all’Europa la possibilità di formulare una politica chiara e coerente nel Mediterraneo e in tutta l’Africa.