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Building the Energy Union

Aspen Energy Forum
Roma, 25/06/2015, Workshop Internazionale

Gli sforzi attualmente in atto per la costruzione di un’Unione Energetica efficiente in Europa dovrebbero essere inquadrati nel contesto dei grandi cambiamenti globali che, per ragioni diverse, sono connessi al settore energetico e che potrebbero prefigurare una nuova fase di globalizzazione, con nuovi protagonisti, nuovi equilibri di potere, nuovi conflitti (effettivi o potenziali). L’UE ha riconosciuto la complessità della sfida e ha adottato un approccio ampio alle questioni energetiche: il fatto stesso che vi sia un Commissario con doppio portafoglio (clima ed energia), evidenzia l’obiettivo di coordinare diverse aree delle politiche europee.

I mercati stanno diventando più articolati, e si afferma il nuovo ruolo delle fonti rinnovabili. Un cambiamento che influisce non solo sulle esigenze infrastrutturali, i settori industriali ad alta intensità energetica, ma anche sulle famiglie e sui singoli consumatori. Sta emergendo un sistema energetico più decentrato, che richiede rapidi adeguamenti da parte dei responsabili della regolamentazione e delle imprese. Ancor prima dell’implementazione delle nuove legislazioni, tuttavia, è necessario applicare in modo migliore quelle esistenti, e, in questa ottica, i piani di azione nazionali, in particolare, dovranno essere accelerati e potenziati.

In ogni caso, dato che le reti dei fornitori e dei distributori cambiano e si evolvono, le politiche dovranno garantire un contesto privo di incertezze per quanto riguarda le imprese e le normative, in mancanza del quale verranno a mancare i grandi investimenti.

Sono state evidenziate due grandi sfide: il rischio costante che l’interdipendenza energetica possa essere usata come arma politica da alcuni dei fornitori dell’Europa (quello della Russia è un caso emblematico in questo senso), e la pressione della crescente competizione globale sui produttori (e i lavoratori) europei. In tale contesto, la Commissione dell’UE e gli stati membri dovranno trovare un equilibrio tra obiettivi parzialmente contrastanti, come evidenziato ad esempio dall’obiettivo di una quota del 20% del PIL europeo per il Settore manifatturiero: a tal fine è necessario un forte coordinamento tra le diverse aree delle politiche economiche.

Tra le priorità per Bruxelles c’è la revisione del meccanismo ETS, la creazione di condizioni di parità alla luce della variazione dei sussidi e la costruzione di migliori collegamenti attraverso il continente. Questi obiettivi sono di particolare rilevanza per i mercati dell’elettricità.

Riguardo alla sicurezza energetica, la diversificazione è una scelta strategica, e dovranno essere garantiti anche approvvigionamenti addizionali. Più specificamente, sarà essenziale eliminare le attuali strozzature ed inefficienze nel settore LNG. In tutti i principali scenari messi a punto per i prossimi anni, il gas continua a essere la principale fonte di supporto per le rinnovabili, e pertanto svolgerà un ruolo centrale nell’ambito del mix energetico.

In termini generali, quella dell’efficienza energetica è una situazione vantaggiosa per tutti e in tutti i casi, che va a beneficio dell’industria e dei consumatori a tutti i livelli. Tuttavia permangono importanti ostacoli, come ad esempio nel campo degli edifici ad elevata efficienza energetica, dove il tema del finanziamento rappresenta ancora una questione irrisolta.

I progetti regionali, poi, hanno la stessa importanza delle iniziative a livello dell’intera UE, a condizione che seguano le linee guida e i criteri concordati, perché possono aumentare la capacità di generazione e l’efficienza a beneficio di tutti gli stati membri, collegando al tempo stesso alcuni di essi agli stati non appartenenti all’UE nell’ambito di partnership a lungo termine.