Il Rapporto annuale sull’Intelligenza Artificiale, realizzato da Aspen in collaborazione con Intesa Sanpaolo, conferma l’ingresso dell’IA nella fase adulta. Si chiude la stagione della sperimentazione e si apre quella della verifica, tra misurazione degli effetti reali e distinzione tra ciò che è entrato stabilmente nei processi e ciò che resta allo stadio di prova. Lo studio contiene un sondaggio su un target qualificato di aziende con l’obiettivo di tracciare una fotografia aggiornata di percezioni, strategie e dinamiche in atto nei diversi settori industriali.
Il Rapporto, giunto alla sua terza edizione, indica tre priorità: il passaggio dall’adozione all’integrazione, il governo responsabile della tecnologia e il rafforzamento dell’autonomia strategica europea. L’IA oggi è una tecnologia matura nelle capacità, ma diseguale negli esiti: cresce rapidamente nelle imprese europee e italiane, ma resta frenata da competenze, dati, costi e incertezza normativa. Sul piano del lavoro, la trasformazione incide soprattutto sulla qualità delle mansioni, sulle competenze e sull’autonomia decisionale, con il rischio di nuovi divari. Il ritardo italiano nell’uso individuale degli strumenti generativi, rappresenta una sfida importante nel processo di trasformazione del tessuto economico e industriale.
La pubblica amministrazione può fungere da laboratorio di buone pratiche, promuovendo la realizzazione di infrastrutture – di calcolo, energetiche e di cybersicurezza – oltre che la costruzione di competenze, regole e fiducia. Tutti fattori essenziali perché l’Intelligenza Artificiale possa diventare una leva per la competitività e l’autonomia strategica del Paese.


