{"id":53881,"date":"2018-12-06T15:31:34","date_gmt":"2018-12-06T14:31:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.aspeninstitute.it\/attivita\/innovation-and-growth-agenda-tourism\/"},"modified":"2019-02-22T11:27:25","modified_gmt":"2019-02-22T10:27:25","slug":"innovation-and-growth-agenda-tourism","status":"publish","type":"attivita","link":"https:\/\/www.aspeninstitute.it\/en\/attivita\/innovation-and-growth-agenda-tourism\/","title":{"rendered":"Innovation and growth: an agenda for tourism"},"content":{"rendered":"<p>(Italian version) Il turismo \u00e8 una delle maggiori fonti di ricchezza per l\u2019economia italiana che, non potendo fare affidamento su grandi risorse naturali, deve puntare sulla valorizzazione di quelle culturali e paesaggistiche accanto alle proprie capacit\u00e0 di trasformazione ed esportazione di beni. Il settore e il suo indotto contribuiscono al PIL per l\u201911,8% e all\u2019occupazione per il 12,8%.&nbsp;<\/p>\n<p>Il quadro attuale del settore presenta tanto elementi critici quanto prospettive di speranza. In particolare emerge la contraddizione di un Paese che \u00e8 primo al mondo per numero di siti UNESCO ma solo quinto nella classifica delle prime destinazioni, in coda a Francia, Stati Uniti, Spagna e Cina. Questa situazione denota una dotazione nazionale di grande potenziale per il turismo da un lato, e dall\u2019altro l\u2019incapacit\u00e0 del sistema di sviluppare questo potenziale e trasformarlo in fonte di sostegno e crescita per i territori.<\/p>\n<p>Tra le note positive figurano le previsioni di crescita della domanda turistica globale, che secondo la World Tourism Organization delle Nazioni Unite dovrebbero mostrare un tasso medio annuo del +3% fino al 2030. Altrettanto significativo \u00e8 il fatto che, per la prima volta nel 2017, il numero di presenze internazionali nelle strutture ricettive ha superato quello delle presenze italiane. Anche il Piano Strategico di Sviluppo del Turismo 2017-2022 ha segnato un passaggio decisivo per l\u2019Italia da diversi punti di vista, primo fra tutti quello metodologico che ha visto un\u2019interazione positiva tra governo e regioni, e parimenti tra pubblico e privato. Il metodo del dialogo e delle sinergie ha portato ad altri risultati dall\u2019impatto pi\u00f9 circoscritto ma non meno rilevante: si veda ad esempio l\u2019iniziativa progettuale Trame d\u2019Italia, lanciata a Roma il 22 maggio 2018, che ha visto un forte coinvolgimento anche del mondo no-profit.<\/p>\n<p>Permangono anche numerosi nodi da sciogliere, come una dicotomia politica centro-periferia non risolta, la debolezza infrastrutturale che affligge in particolare il Mezzogiorno ma anche aree periferiche del Centro-Nord, la mancanza di una adeguata cultura dell\u2019accoglienza, la necessit\u00e0 di aggiornare il sistema della formazione turistica. La maggiore sfida riguarda la valorizzazione di un patrimonio culturale e paesaggistico complesso in un contesto di sovraffollamento di alcune destinazioni, come Roma, Firenze e Venezia \u201cconsumate\u201d dal notevole impatto del turismo di massa, e di una carenza di presenze in aree ad elevato potenziale, ma meno note. Solo nel caso di una mancata soluzione di questo problema l\u2019<em style=\"font-weight: normal;\">overtourism<\/em> appare come un rischio, mentre lo spazio di crescita \u00e8 ancora ampio. Ma sar\u00e0 il sistema a dover trovare metodi e strumenti per convogliare l\u2019interesse e i movimenti dei viaggiatori verso un portafoglio di mete pi\u00f9 ampio e un\u2019adeguata destagionalizzazione dei flussi.<\/p>\n<p>Le direzioni da perseguire sono chiare e condivise.&nbsp; In primo luogo si deve mirare a uno spostamento verso un livello di utenza elevato, dal momento che il turismo di qualit\u00e0 rende di pi\u00f9 grazie alla maggiore capacit\u00e0 di spesa, e impatta meno sui territori. In secondo luogo occorre far convergere le numerose iniziative spontanee &#8211; e talvolta non coordinate &#8211; in una strategia coerente di respiro nazionale, che fissi chiaramente obiettivi e priorit\u00e0 e nel tempo venga monitorata nei risultati e aggiornata, senza subire stravolgimenti. Infine, \u00e8 necessario risolvere l\u2019ambiguit\u00e0 della <em style=\"font-weight: normal;\">governance<\/em> tra potere politico centrale e locale, un ambito in cui la digitalizzazione pu\u00f2 offrire soluzioni tecniche che consentano una migliore integrazione di gestione. Non meno importante sar\u00e0 la capacit\u00e0 di raccontare il Paese e i suoi territori, costruendo una forza di <em style=\"font-weight: normal;\">brand<\/em> nazionale e locale senza disperdere risorse in localit\u00e0 a basso potenziale. Le modalit\u00e0 di concretizzazione di queste direttrici di sviluppo possono essere raggiunte solo mettendo al tavolo tutte le parti e lavorando come sistema.<\/p>\n<p>Parallelamente occorre preparare il settore alle opportunit\u00e0 che si affacciano all\u2019orizzonte, come i mutamenti di preferenze dei viaggiatori \u2013 il 50% dei quali gi\u00e0 nel 2025 saranno <em style=\"font-weight: normal;\">millennials<\/em> che cercano valore in autenticit\u00e0, sostenibilit\u00e0 del turismo e modalit\u00e0 di scelta e fruizione digitali \u2013 o come quelle offerte dalle nuove tecnologie che promettono maggiore facilit\u00e0 di connessione al mercato mondiale e nuove soluzioni tecnologiche che abilitano modalit\u00e0 di fruizione in grado di soddisfare la fame crescente di turismo esperienziale, ma anche il grande impatto dato da eventi culturali, festival e nicchie importanti come il turismo religioso, quello studentesco, quello sportivo. Da questo punto di vista lo sforzo in investimenti in strutture, innovazione e soprattutto in capitale umano sar\u00e0 decisivo.<\/p>\n<p>Nel complesso emerge che il Paese ha fatto negli ultimi anni diversi passi avanti, ma esistono Paesi che si muovono con velocit\u00e0 ed efficacia notevolmente superiori ed \u00e8 sempre pi\u00f9 urgente recuperare il tempo perduto e il divario accumulato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Italian version) Il turismo \u00e8 una delle maggiori fonti di ricchezza per l\u2019economia italiana che, non potendo fare affidamento su grandi risorse naturali, deve puntare sulla valorizzazione di quelle culturali e paesaggistiche accanto alle proprie capacit\u00e0 di trasformazione ed esportazione di beni. 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