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Quale impegno dei giovani italiani nella gara per l’innovazione tecnologica

Modalità digitale, 12/02/2021, Tavola rotonda Aspen University Fellows

Nonostante l’Italia si confermi sempre più una nazione ricca di eccellenze, risulta evidente quanto margine di crescita ci sia ancora nelle giovani generazioni per la comprensione e applicazione dell’innovazione tecnologica. L’attuale pandemia da COVID-19, e la possibilità di arginarla grazie all’uso di vaccini Mrna, hanno ulteriormente sottolineato la necessità di investire in ricerca e innovazione per ottenere valore sociale ed economico.

Un requisito essenziale affinché l’innovazione tecnologica possa esprimere il suo potenziale è una governance che solo le istituzioni devono promuovere: un sistema di regole, linee guida, indirizzi, processi che siano di impulso, coerenti e coordinati sull’intero territorio nazionale. La dimensione economica richiede un aumento del budget per la ricerca e, in particolare, delle risorse stanziate per i dottorati di ricerca. Altro aspetto, che da decenni costituisce un “anello debole” nella catena del valore dell’innovazione è incentivare l’osmosi tra università e impresa. Mentre diversi settori e imprese italiani sono leader nel mondo, altre imprese hanno un deficit di innovazione e le università possono essere loro partner per risolverli. L’opinione diffusa per cui la tecnologia si sviluppa seguendo una logica “bottom-up” (demand-pull), in una logica di trasferimento tecnologico deve trovare il punto di incontro con una spinta innovativa “top-down” (application pull).

I giovani italiani, per assicurare un elevato livello di innovazione tecnologica dell’Italia, devono anzitutto sentirsi cittadini del mondo. È, inoltre, raccomandabile non specializzarsi troppo presto: è necessaria, infatti, una certa trasversalità interdisciplinare e una formazione di base più ampia possibile, che può essere garantita dall’eccellente sistema formativo italiano.

Una caratteristica dell’innovazione tecnologica degli ultimi anni è la sua grande accelerazione: gli effetti delle diverse rivoluzioni industriali si sono affermate in tempi lunghi. Oggi il tempo di adattamento della società alle innovazioni tecnologiche si è compresso notevolmente, con una nuova innovazione sempre dietro l’angolo. Attualmente, la tecnologia più rilevante viene sviluppata nel mondo della biologia e della medicina. Quest’anno è stato consegnato il premio Nobel per la chimica per la scoperta di CRISPR/Cas9 per curare le malattie genetiche. Se, tuttavia, il suo sviluppo non è accompagnato da una riflessione sugli aspetti etici della sua applicazione si possono determinare delle significative criticità sia in termini di comprensione, accettabilità e competizione fra diverse aree mondiali in ordine all’adozione di questo tipo di innovazioni.

Altro problema è di natura giuridica: esiste una crescente asimmetria tra tempi lunghi di regolamentazione normativa delle nuove applicazioni tecnologiche e loro diffusione, sempre più rapida e imprevedibile. È possibile, grazie alle tecniche ad oggi a disposizione, editare il genoma di una persona, ma non esiste una legge che regolamenti tale pratica. Servono competenze giuridiche che siano sempre più integrate con la comprensione - e anticipazione - delle applicazioni scientifiche e tecnologiche.

Le nuove generazioni devono avere un approccio interdisciplinare per interpretare e valorizzare l’innovazione. Occorre incrociare diversi le varie aree del sapere - medicina, biologia, informatica, economia, filosofia e diritto - anche per superare la cesura preconcettuale fra materie umanistiche e scientifiche, ritornando a una conoscenza più estesa, interdisciplinare ed enciclopedica. I percorsi universitari e lavorativi si stanno ampliando, generando nuove opportunità cui le future generazioni dovranno saper rispondere con impegno e passione, sviluppando la capacità di interpretare le nuove risorse di innovazione tecnologica per realizzare valore economico e sociale.