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PNRR: quali proposte per rafforzare e accelerare la fase attuativa?

Modalità Ibrida - Milano, 16/11/2022, Riunione autunnale degli Amici di Aspen

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) è a uno snodo cruciale che è giunto, dopo due anni di progettazione alla fase attuativa, con un passaggio importante di consegne agli enti locali, chiamati adesso a gestire gli interventi sul territorio.
È un percorso in cui alle criticità legate all’aumento dei prezzi dell’energia e delle materie prime si aggiungono le problematiche relative alle capacità tecniche e amministrative.
. Se da una parte l’Italia è fra i Paesi di testa nella definizione degli obiettivi e nella richiesta delle tranche di pagamento all’Europa, sconta al tempo stesso persiste una storica difficoltà nel mettere a terra i progetti, con una spesa effettuata di 15 miliardi rispetto ai 39 ottenuti, secondo gli ultimi dati dalla Nota di Aggiornamento al Documento di Economia e Finanza. 

In questo senso il PNRR deve offrire l’opportunità per una rivoluzione della Pubblica Amministrazione che è stata impoverita nel passato recente di risorse e competenze. Alcuni accorgimenti presi possono rivelarsi efficaci, iniziando da Capacity Italy, la piattaforma di assistenza pensata per mettere le competenze al servizio del territorio. Si tratta dell’inizio di un grande processo di saldatura organizzativa fra le diverse amministrazioni che può essere un lascito duraturo del piano di rilancio. 

A questo si devono associare due altri importanti sforzi: quello di una saldatura istituzionale, finalizzata a una vera collaborazione fondata sul principio di sussidiarietà, che parta dalle istituzioni europee e arrivi ai comuni; e quello di una saldatura finanziaria basata sull’utilizzo congiunto di tutte le risorse di cui l’Italia dispone in questo momento. Il PNRR è infatti solo una parte dei 370 miliardi complessivi che includono anche fondi europei ordinari e fondi di coesione. È necessario che i diversi progetti si parlino e vadano nella stessa direzione, senza duplicazioni e incompatibilità, per massimizzare l’effetto delle misure. 

Il PNRR offre, poi, un nuovo sguardo sulla missione delle Amministrazioni Pubbliche nazionali: non si tratta di un fondo – destinato quindi a rimborsare i costi – ma di uno strumento che viene erogato in base alle performance dei singoli Paesi. Per questo la creazione di asset intangibili, in primis le competenze, deve essere una delle bussole del rilancio e una delle principali eredità del Piano con l’obiettivo di creare un’Italia digitale, sostenibile e inclusiva capace di diventare punto di riferimento in Europa. Il Paese, del resto, oltre ad essere il maggior beneficiario delle risorse, ha anche ottenuto la miglior valutazione in Europa sui progetti presentati. 

Un successo del piano italiano diventa, quindi, condizione indispensabile per fare avanzare l’UE verso il nuovo cammino di creazione di beni pubblici europei: un percorso  intrapreso prima con il Piano Juncker e poi, recentemente, con le misure per reagire alla pandemia e alla guerra in Ucraina che sta cambiando radicalmente il volto dell’Unione.