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La mobilità sostenibile in Italia: scenari di sviluppo e fattori abilitanti

Roma, 29/03/2017, Tavola rotonda Nazionale
Rassegna stampa

La mobilità sostenibile è un principio alla base di un sistema di trasporto, di persone e di merci, che pur soddisfacendo le esigenze di spostamento o movimentazione, non genera esternalità ambientali e sanitarie negative e concorre a garantire una buona qualità della vita.

Entro questa cornice realizzare una strategia volta alla riduzione dell’inquinamento acustico e atmosferico, nonché al risparmio energetico, richiede interventi fondati sull’analisi dell’evoluzione crescente della domanda di connettività e su un’esigenza di infrastrutture e servizi di trasporto vieppiù qualificati. Uno dei cardini dello scenario delle nuove reti di mobilità è rappresentato, infatti, dallo shift verso modalità a minori emissioni, in grado di cogliere tutti i vantaggi offerti dall’innovazione tecnologica.

Il processo è complesso, con numerosi e reciproci condizionamenti fra i nuovi soggetti della mobilità: dalle utilities di settore, ai servizi di car sharing fino ai big data. Sotto questo profilo, è in corso la transizione verso  la trazione elettrica - nella prospettiva a lungo termine del progressivo rinnovo del parco circolante –  spinta  dallo sviluppo capillare dei  punti di ricarica tale da garantire interoperabilità e standardizzazione, anche in coerenza con la Direttiva Dafi.

Trattandosi però di azioni che richiedono politiche interconnesse, occorre anche una strategia energetica nazionale con forte enfasi sulle rinnovabili, soprattutto se l’obiettivo è sia lo spostamento urbano, sia quello extraurbano attraverso veicoli elettrici. Resta inteso che la strada maestra è rappresentata da un’integrazione sinergica e complementare tra diverse modalità di trasporto, fermo restando il valore di approcci e soluzioni di mobilità per le diverse scale territoriali, fondati  sul rispetto delle identità e della storicità dei sistemi urbani, dalle aree dense o di taglio medio, sino alle comunità locali del Paese, tali da favorire la rigenerazione urbana stessa. Occorre, infatti,  tenere conto della dimensione fisico-spaziale della città da cui dipende l’organizzazione e la gestione dei flussi.

Di qui il ruolo cruciale delle politiche urbane e degli strumenti di assetto territoriale  (piani urbani della mobilità sostenibile, piani generali del traffico urbano, e così via)  entro scenari realistici e tecnologicamente innovativi di ripartizione modale, di riorganizzazione della sosta, di dotazione  dei nodi di scambio, di nuove opportunità per la fruizione ciclabile e pedonale. Il tutto strettamente correlato ad un approccio mobility as a service (MaaS) che implica scelte responsabile e consapevoli  delle modalità di trasporto, con  il conseguente superamento della concezione meccanicistica e asettica della matrice origine-destinazione.