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Il futuro della città è già ieri

Modalità digitale, 12/05/2021, Incontro Aspen Junior Fellows

L’emergenza epidemiologica degli ultimi mesi ha modificato le esigenze dei cittadini, in particolare il loro modo di vivere la città e le abitazioni private. I cambiamenti che hanno interessato il modo di vivere dei cittadini riguardano molteplici aspetti della città e possono essere ricondotti a temi trasversali quali la Green revolution, lo sviluppo della digitalizzazione, le rinnovate forme di socialità dovute all’adozione dalle misure di contenimento epidemiologico e il cambiamento delle infrastrutture. Il rapporto fra la città e le sue periferie continua ad essere uno dei problemi più cruciali. Queste, sono luoghi spesso abbandonati dall’attenzione delle politiche pubbliche, rifugi domestici nei quali gli abitanti hanno cercato di ricostruire una certa normalità, stimolando l’istituzione di poli culturali paralleli a quelli realizzati nelle aree centrali della città, in modo da valorizzarle e restituire a questi luoghi una nuova vita.

La città, dunque, durante le recenti metamorfosi sociali ed ecologiche si è ulteriormente modificata, ha espresso la sua dinamicità e la sua incontrollabilità e, al tempo stesso, ha reso evidenti l’inadeguatezza di regole urbanistiche e destinazioni d’uso che dovrebbero essere modificate per andare incontro alle esigenze odierne. Tali mutamenti determinano la necessità di una nuova visione della città che non può prescindere dall’uso convinto della digitalizzazione.

Il tempo della pandemia ha evidenziato che, oltre la città, anche la casa ha sviluppato nuove esigenze sintetizzabili col concetto di flessibilità. Sarebbe necessario poter configurare le case secondo nuovi parametri e dotate di spazi dove isolarsi e di spazi dove aggregarsi. La difficoltà che è emersa durante il tempo del lockdown è stata l’impossibilità per tutti di accedere ad una connessione web rapida ed efficiente, problema che ha riguardato soprattutto le aree meridionali e periferiche d’Italia.

Alcuni esperti riflettono sulla possibilità di assistere nel prossimo futuro ad una migrazione da nord verso sud alla ricerca di uno stile di vita più green, ed evidenziano l’esigenza di investire maggiormente su fonti rinnovabili.

La pandemia ha portato alla luce la necessità di accelerare il processo di innovazione a partire dai luoghi più fragili del territorio nazionale e da alcuni temi fondamentali: il rilancio del Sud, le energie rinnovabili e la digitalizzazione del paese.

In Italia persiste un grande problema demografico dovuto anche all’emigrazione di giovani che si spostano all’estero in cerca di lavoro; ciò determina la desertificazione intellettuale del Paese. Un problema, questo, non di facile risoluzione. La politica dovrebbe essere al passo con l’innovazione ed intervenire tempestivamente al riguardo.

Per progettare la città del domani, i modelli architettonici del passato possono essere ancora considerati e riattualizzati? Le bellezze architettoniche e storiche italiane sono invidiate da tutto il mondo: un patrimonio che va, però, non solo tutelato e conservato, ma anche valorizzato per permetterne la fruizione adeguata ai tempi che cambiano. In caso contrario la sua decadenza è inevitabile. Alcuni esempi di un tempo - dalla Parigi di Haussman alla Roma di Piacentini e Giovannoni - dimostrano inevitabilmente che per progettare la città del futuro occorre sostituire parti della città del passato.