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IA: una nuova alleanza tra tecnologia, impresa e società

Milano, 27/01/2020, Tavola rotonda Nazionale

Il dibattito sull’Intelligenza Artificiale, nato negli anni ‘50, è oggi di particolare attualità. Si riconoscono gli indubbi benefici di questa nuova tecnologia in diversi ambiti, ma al tempo stesso crescono paure e resistenze derivanti dall’evoluzione del rapporto uomo/macchina, o soggetto/strumento, che ne è alla base.

I vantaggi dell’AI sono infatti molteplici, in termini di aumento di efficienza dei processi, incremento della produttività, miglioramento della qualità dei servizi. Secondo stime recenti, l’impatto complessivo dell’AI in Europa potrebbe arrivare al 19% del Pil entro il 2030 distribuito nei vari settori di industria. Una vera e propria nuova rivoluzione industriale che, diversamente dal passato, si svolge con una velocità e pervasività senza precedenti, anche alla luce della crescita esponenziale della capacità di calcolo  e della esplosione dei dati che alimentano gli algoritmi a supporto delle decisioni.

Parallelamente, emergono alcune aree di attenzione su cui è necessario concentrarsi perché questa nuova tecnologia possa definirsi intelligenza aumentata, a supporto dell’uomo e non in antitesi, e più in generale a supporto della crescita dei Paesi. La Tavola Rotonda ha favorito un ricco confronto su queste aree di attenzione, evidenziando come responsabilità, etica, competenze, collaborazione pubblico-privato siano le principali leve su cui lavorare, soprattutto per sostenere la competitività dell’Italia nel contesto internazionale.

Sul versante della responsabilità, della trasparenza e dell’etica sono stati condivisi principi su base volontaria, ma sono state anche poste sfide regolatorie, auspicando non tanto la riscrittura di nuove leggi, quanto la revisione di alcuni ambiti della GDPR o la revisione del modello di responsabilizzazione.

In merito alle competenze e più in generale all’impatto sui modelli di business, si è evidenziato come sia cambiato il lavoro stesso; resta però il fatto che il contributo dell’uomo sarà sempre determinante in una logica di co-creazione. In questa prospettiva, si è posto l’accento sulla formazione come investimento fondamentale per far crescere i lavoratori e renderli consapevoli,  con un’operazione a tutto campo che tenga conto anche della necessità di reskilling degli over 55 e di un modello formativo che integri sempre più soft e hard skills.

Inoltre, un’attenzione particolare andrebbe rivolta alle piccole e medie imprese, che necessitano di un processo di accompagnamento mirato per poter cogliere le grandi opportunità di crescita legate all’AI.  

L’esperienza del Comune di Milano ha confermato la valenza di una forte collaborazione pubblico-privato che consente di canalizzare e coordinare il ruolo dei diversi stakeholders, sensibilizzare la comunità e definire le regole. I temi dell’interoperabilità e della sicurezza nella gestione dei dati sono a questo proposito centrali.

La discussione ha fornito molti altri spunti di interesse: il diritto al perché, inteso come trasparenza per superare il concetto di black box, l’importanza di un risk-managment approach nella legislazione, la centralità dell’etica per disegnare insieme l’idea di società che vogliamo costruire, la visione strategica del Paese volta a definire le priorità su cui convogliare i fondi – seppur limitati rispetto ai partner europei, l’alfabetizzazione digitale e la conoscenza per superare la paura e rendere consapevoli i cittadini rispetto ad un nuovo umanesimo digitale. Tutto questo accomunato da una considerazione di fondo: la necessità assoluta di lavorare insieme, in una rinnovata alleanza tra tutti i soggetti interessati alla crescita sostenibile del Paese.