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L’opinione pubblica italiana e l’economia di guerra

Modalità Ibrida - Roma, 19/07/2022, Digital Panel Debate
Rassegna stampa

Panel Discussion in collaborazione con
Ufficio in Italia del Parlamento Europeo e Rappresentanza in Italia della Commissione Europea
LAPS-Laboratorio Analisi Politiche e Sociali dell’Università di Siena

Una grande maggioranza dell’opinione pubblica italiana vede nella guerra in Ucraina e nelle problematiche che legano energia e ambiente le principali minacce dell’attuale scenario politico ed economico.

Dai risultati dello studio promosso da Aspen con l’Ufficio in Italia del Parlamento Europeo e Rappresentanza in Italia della Commissione Europea e condotto in collaborazione con LAPS - Laboratorio di Analisi Politiche e Sociali dell’Università di Siena, gli italiani risultano sostanzialmente in linea con l’azione del Governo in relazione al conflitto in corso, smarcandosi solo per quanto riguarda l’invio di armi a Kiev cui è contraria la maggioranza degli intervistati. Si tratta di una misura che potrebbe ottenere, invece, maggior consenso se attuata dalla NATO, anziché dall’esecutivo nazionale.

Proprio il ruolo dell’Alleanza Atlantica, rientrata con forza nel dibattito pubblico a seguito dell’invasione dell’Ucraina, è il segno di una ritrovata necessità di protezione che contagia anche la percezione nei confronti dell’Europa. Dal punto di vista militare, la strada indicata dal sondaggio è un rafforzamento della Difesa europea, ma sempre all’interno della cornice atlantica.

Preoccupazione e necessità di protezione sono temi chiave anche per quanto riguarda gli effetti della guerra sulla sicurezza degli approvvigionamenti energetici cui si legano i timori relativi al cambiamento climatico.

La maggioranza degli italiani si dichiara disposta a sacrifici di fronte alla possibile riduzione delle forniture di gas e chiede di privilegiare la lotta al cambiamento climatico rispetto alla crescita economica, anche se su questo tema sono presenti fratture fra elettori di destra, più orientati alle esigenze del benessere economico, e quelli di sinistra. Fra le scelte di diversificazione delle fonti emerge, invece, una maggioranza a favore del nucleare e un consenso diffuso contro l’impiego del carbone.

In generale lo studio evidenzia la domanda di un maggiore ruolo globale dell’Unione Europea, che tuttavia sembra percepita dagli italiani solo come superpotenza culturale, a fronte di un certo scetticismo sulla forza militare ed economica del Vecchio Continente. Se gli Stati Uniti si confermano come maggiore potenza militare, gli intervistati assegnano alla Cina il primato economico, sotto-rappresentando la rilevanza dell’economia europea.

Pandemia e guerra, in ogni caso, hanno cambiato la percezione degli italiani e dai sondaggi emerge la necessità di maggiore cooperazione internazionale. È un segnale che deve far riflettere le élite politiche: ancora timidi sono, infatti, i passi avanti nella  cooperazione industriale per quanto riguarda la Difesa europea, pur rimanendo questa la più efficace risposta alla crescente richiesta, dell’opinione pubblica italiana e di altri Paesi membri, di sicurezza comune.