China

Trump’s transactional problem

 A foreign policy approach – to competitors, potential partners and friends alike – based on open-ended negotiations and no preconditions seems like the triumph of flexibility...

Le parole di Trump sulla Cina: segnali contrastanti e realtà strategiche

Non sappiamo se Donald Trump abbia seguito una strategia precisa per inviare un segnale alla Cina, nel parlare il 2 dicembre con la presidentessa di Taiwan, Tsai Ing-Wen, o se abbia agito in modo imprudente senza rendersi conto di quanto sia importante una semplice telefonata (la prima tra presidenti dal 1979). In ogni caso, la mossa ha colpito nel segno...

Donald Trump’s security Pivot to East Asia: US primacy with a twist

There has been an enormous amount of speculation in the media, both in the United States and abroad, about the probable direction of President-elect Donald Trump’s foreign policy...

Il “Pivot to Asia” visto dall’Asia e il caso Filippine

La “separazione dagli USA” annunciata con clamore dal presidente filippino Rodrigo Duterte, pur avendo colto alla sprovvista la Casa Bianca, sottintende una scelta meno sorprendente di quanto la consuetudine agli eccessi verbalidel personaggio induca a pensa...

Why Washington should seek a security divorce from Manila

Until very recently, the Philippines appeared to be among the closest US allies in East Asia. Both former Secretary of State Hillary Clinton and President Barack Obama had gone out of their way in public statements to emphasize the importance of the bilateral defense alliance, and in what was a thinly veiled warning to China, stress Washington’s solidarity with Manila...

L’azzardo di Duterte e la scommessa cinese

Un presidente come Rodrigo Duterte, che si è candidamente paragonato a Hitler, è un uomo abituato a condurre giochi pericolosi. È un leader che, eletto nel maggio scorso, ha promesso di sanare la piaga del traffico e consumo di droga nelle Filippine uccidendo tre milioni di tossicodipendenti, prendendo a modello proprio la Germania nazista...

La psicosi del regime cinese per la religione: i cristiani e gli altri

Permessi per aprire luoghi di culto, permessi per costruirli, permessi per radunarsi, permessi per il personale del culto, permessi per decorazioni, statue e croci, permessi per gli insegnanti religiosi, permessi per viaggi e pellegrinaggi in patria e all’estero, permessi e controlli per pubblicazioni su carta e su internet...

Beyond the alleged persecution of Christians in China, a mixed picture

On September 18, 2016 the BBC reported on the difficulties of Chinese Christians to freely practice their faith. While the program presents Christianity as “booming” in China, Christians are also shown as victims of recurrent oppression and periodic crackdowns from Communist authorities...

La battaglia di Hong Kong continua: autonomia e democrazia

Da tre anni il governo di Pechino usa il pugno duro con chiunque osi chiedere più democrazia per Hong Kong, ma ha ottenuto soltanto un allargamento del fronte democratico. Alle ultime elezioni del parlamento del Territorio, il Consiglio Legislativo (LegCo), tenutesi il 4 settembre, un numero record di votanti (2,2 milioni di persone, pari al 58% degli aventi diritto) si è recato alle urne...

Quanto pesa e cosa vuole la classe media in Cina

La rapida crescita della classe media cinese, cominciata all’inizio degli anni duemila, rappresenta per Pechino un’arma a doppio taglio. Da un lato questo segmento di popolazione dovrebbe essere in futuro la vera forza trainante dell’economia della Repubblica popolare...