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Verso una finanza migliore. É utile che le banche siano impopolari?

Milano, 06/11/2017, Conferenza Nazionale

Gli ambiti di riflessione per i partecipanti della Conferenza sono stati due. Da un lato, il dibattito si è concentrato sul ruolo del sistema bancario e sulla sua percezione presso il cittadino risparmiatore. Le banche vendono e comprano fiducia: salvaguardare questa fiducia è cruciale. A quasi dieci anni dallo scoppio della grande crisi, tale fiducia si è pesantemente incrinata. I media hanno contribuito ad alimentare l’ostilità dell’opinione pubblica verso il mondo bancario, come diversi sondaggi mostrano. Eppure, proprio a seguito della crisi, è ripartita l’onda lunga del ritorno a una concezione valoriale del fare banca. Il valore della sostenibilità è tornato in primo piano a sostituire la ricerca smodata del profitto di breve termine. È stato riscoperto lo stato patrimoniale inteso come fotografia del presente che collega il passato al futuro e diventa lo specchio della continuità del valore aziendale nel tempo. Il conto economico non è più l’obiettivo in quanto tale, ma diventa la misura della creazione o della distruzione di capitale e dunque di valore nel tempo. I rafforzati requisiti regolamentari di capitale e di liquidità sono il termometro di questa rinata attenzione verso lo stato patrimoniale sia da parte di banche che di regolatori. I trade-off da bilanciare sono tanti e complessi: tra stabilità e crescita, ma anche tra rischio sistemico e rischio idiosincratico, e tra interessi degli azionisti e degli altri stakeholders. Il pendolo oscilla tra questi estremi non solo in Europa, ma anche a Basilea, alla ricerca di un equilibrio di non facile identificazione.

In seconda battuta, i partecipanti hanno discusso gli sviluppi più recenti del settore legati al processo di digitalizzazione, noti sotto il nome di fintech. Il portato di questa rivoluzione tecnologica investe tutto il settore, dal sistema dei pagamenti, al sistema del credito a quello della gestione del risparmio. Il valore strategico del "dato" è al centro di questa trasformazione del modo di fare banca.  Organizzazione, processi, sistemi sono destinati a cambiare profondamente in funzione delle nuove modalità di raccolta e trattamento dei dati. Al tempo stesso, ai margini del sistema finanziario, lo shadow banking, approfittando dell’asimmetria regolamentare, si sta appropriando di pezzi del business bancario, mettendo a dura prova il settore. Ai rischi si affiancano però anche grandi opportunità per il sistema bancario. Affinché le opportunità si realizzino, è necessario che la transizione dal tradizionale al nuovo non si riduca ad una mera riproduzione di schemi del passato e che il regolatore regoli con equilibrio, bilanciando adeguatamente rischi e opportunità del nuovo che avanza. I modi in cui banche, shadow banking, regolatori e risparmiatori/consumatori interagiranno, ci daranno la misura di quanto e come il sistema bancario sia destinato a cambiare in un futuro non troppo lontano.