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Scienza e cittadini. Comprendere e sostenere la ricerca e le sue applicazioni

Roma, 28/05/2019, Tavola rotonda Intergenerazionale

Negli ultimi anni si assiste a una perdita di fiducia e comprensione del progresso scientifico, e dei suoi benefici diffusi sulla società. Come può essere promossa una visione condivisa che possa riconciliare scienza ed opinione pubblica? Si tratta di due ambiti che sembrano coesistere su piani paralleli, divisi da un confronto critico che risulta amplificato dai social networks. La polarizzazione delle posizioni incide sulle percezioni delle comunità interessate e sulle decisioni che hanno come oggetto aspetti tecnico-scientifici. Lo dimostrano i numerosi confronti aperti, nel mondo ed in Italia, su temi come, ad esempio, il cambiamento climatico e le scelte di produzione di energia, le politiche vaccinali, l’agricoltura e la salubrità dei cibi. 

Le scelte della politica rimangono compresse o paralizzate fra istanze divergenti: da un lato gli orientamenti derivanti dai risultati della ricerca e, dall’altro lato, le posizioni critiche di gruppi sempre più estesi di cittadini.  E’ possibile che questa sfiducia nella scienza sia dovuta anche ad una certa arroganza degli scienziati che presentano la scienza come sapienza assoluta, rispetto agli altri saperi opinabili, anche nei casi in cui non lo è affatto. A volte l'arroganza consiste non nel cercare di far arrivare al pubblico le prove di cui si dispone, ma di chiedere un assenso incondizionato basato sulla fiducia negli esperti[1]”.

Come fare, dunque, per promuovere una migliore comprensione da parte dell’opinione pubblica – e quindi della politica – del progresso scientifico, evitando i costi di scelte mancate o sbagliate?

In primo luogo è necessario promuovere iniziative di sensibilizzazione che – attraverso una descrizione dei traguardi che si possono raggiungere attraverso la ricerca scientifica – generino fiducia e un clima favorevole ai relativi investimenti. In questa direzione si muove anche la recente iniziativa di Aspen Institute negli Stati Uniti Science & Society Program[2], a testimonianza di una sfida condivisa nell’area transatlantica.

La diffidenza verso il progresso scientifico, è ingenerata anche dalla percezione degli effetti dell’innovazione digitale in termini di riduzione dei posti di lavoro. Si ritiene che occorra impegnarsi per creare diffuse competenze STEM (Science, Technology, Engineering, Mathematics) sia fra i giovani, che fra gli adulti, che maggiormente potrebbero essere penalizzati da uno skill gap. Bisogna anche abbattere, per quanto sia possibile, la separazione tra studi umanistici e le altre discipline scientifiche. La scienza deve essere considerata una risorsa per la creazione e mobilità dell’occupazione verso nuove attività, nuovi lavori e mestieri, nuove professioni (come dimostrato dall’esponenziale crescita economica  dell’Inghilterra a seguito della rivoluzione industriale).

L’esperienza di alcuni Paesi, come la Germania o la Cina, evidenzia la centralità del sistema universitario, che – attraverso sufficienti finanziamenti (innanzitutto) pubblici – deve essere in grado di offrire un adeguato livello di ricerca di base che possa poi essere ulteriormente sviluppato, sia nel settore pubblico che in quello privato, nell’ambito delle scienze applicate. La ricerca di base è anche definita fondamentale, proprio per questo ruolo di generatrice di nuove conoscenze e di valore economico in modo non facilmente prevedibile. Occorre rafforzare il trasferimento tecnologico: attraverso la ricerca possono essere sviluppati brevetti che possono generare un notevole flusso di denaro che, virtuosamente, potrà poi consentire di finanziare nuove ricerche.

Ciò consentirà di incentivare il rientro dei giovani ricercatori italiani emigrati all’estero e attirare ricercatori stranieri in Italia, la diminuzione dell’età media dei ricercatori, il miglioramento delle strutture di ricerca e delle competenze ad esse associate.



[1] Giorgio Parisi, “Relazione del Presidente dell’Accademia dei Lincei alla Inaugurazione dell’anno accademico 2018-19”, Adunanza pubblica a Classi Riunite, Venerdì 9 novembre 2018.

http://www.lincei.it/files/documenti/discorso_di_apertura_prof_Giorgio_Parisi.pdf