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La Cultura come strumento di integrazione. I nuovi cittadini e i valori della Costituzione.

Bologna, 16/10/2018, Tavola rotonda Nazionale

Aspen Institute Italia ha promosso questa tavola rotonda per riflettere sulle sfide dell’integrazione degli stranieri nella società italiana. Nel corso degli anni il numero di cittadini stranieri stabilmente residenti in Italia è cresciuto costantemente e continuerà a salire, parallelamente al numero di immigrati che acquisirà la cittadinanza italiana. In un arco di tempo molto breve, la società italiana si è trasformata, analogamente a quanto accaduto in altri Paesi, come la Francia e il Regno Unito, e non può più essere considerata monoetnica.

Occorre evitare i rischi di una individualizzazione delle culture, che porterebbe alla formazione di una comunità nazionale in cui ciascuno fa affidamento sui propri valori, mancando un patrimonio collettivo di ideali. Tutte le società occidentali, compresa quella italiana, si trovano di fronte a un ventaglio di opzioni i cui estremi sono: o considerare l’integrazione come una convivenza pacifica, ma separata, di comunità distinte o concepire l’integrazione come fusione e rimescolamento di identità.

Le politiche pubbliche da adottare in materia sono numerose. Finora il problema dell’integrazione è stato trattato come emergenza temporanea, connessa alla gestione della crisi dei flussi migratori. Occorre, al contrario, una maggiore programmazione delle politiche di integrazione, dato che il pacifico inserimento degli stranieri nella vita sociale è una questione che interessa anche le seconde e terze generazioni di immigrati. In questa prospettiva, la cultura e i valori costituzionali possono rappresentare gli ambiti nei quali investire per superare reciproche diffidenze e incomprensioni.

Un ruolo fondamentale deve essere svolto dalla scuola, capace di veicolare la cultura e i valori costituzionali come strumenti di coesione sociale. La scuola può rappresentare un luogo di incontro tra la cultura italiana e le culture di origine dei bambini immigrati e può costituire un ponte per il dialogo in grado di abbattere barriere e pregiudizi. Poiché gli immigrati tendono a concentrarsi nei quartieri urbani dove possono contare sulla solidarietà dei loro connazionali, è opportuno dotare gli enti locali dei poteri e delle risorse per mettere in campo lungimiranti politiche di housing funzionali ad un modello diffuso di accoglienza che eviti la ghettizzazione. Anche i corpi intermedi, come le associazioni, le fondazioni di origine bancaria e gli enti del terzo settore, possono contribuire ad avvicinare gli immigrati alla cultura italiana e ai suoi valori costituzionali, attraverso specifiche iniziative e manifestazioni.

L’auspicio è che l’Italia, grazie ai diritti e agli obblighi di solidarietà previsti dalla Costituzione, sappia raccogliere la sfida dell’integrazione e vincerla con equilibrio, evitando, da un lato, l’assimilazione, e, dall’altro, la polverizzazione delle identità, favorendo al contrario