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Internet e nuovi media: come cambiano la democrazia

Roma, 13/11/2019, Tavola rotonda Aspen University Fellows

La terza Tavola Rotonda dell’iniziativa Aspen University Fellows si è incentrata sul tema dell’impatto della rivoluzione digitale sui sistemi democratici. Il mondo vive ormai la sovrapposizione tra continenti fisici e continenti digitali. Nei primi anni della sua affermazione, il web è stato visto come l’invenzione straordinaria che avrebbe permesso di disciplinare i precedenti sistemi di comunicazione, favorendo la nascita di una società più pluralista. Questa promessa è risultata però disattesa nel momento in cui gli algoritmi alla base della rete hanno preso il sopravvento, restringendo di fatto le possibilità di scelta di ciascun soggetto alle sue preferenze iniziali e agevolando il confronto solo con utenti con opinioni e background simili.

Preoccupa l’impiego in numerosi paesi non democratici del continente asiatico delle nuove tecnologie come strumenti estremamente efficienti di vigilanza e organizzazione della popolazione. È infatti nelle aree del pianeta in cui la democrazia non si è ancora affermata come la forma di governo prevalente che è percepito come sempre più urgente l’avvio di un dibattito sul tema della ri-decentralizzazione di internet, al fine di restituire ai cittadini-utenti il controllo dei propri dati. Particolarmente rilevante nel dibattito è il tema della blockchain, sistema che potrebbe essere facilmente utilizzabile dai governi per incentivare comportamenti virtuosi.

Tuttavia, questo quadro non sembra rappresentare la radicalità dell’evoluzione che il web potrebbe subire. Mentre si avvicina rapidamente il momento in cui la metà della popolazione mondiale sarà connessa alla rete, è già stata annunciata dalle principali aziende del settore la volontà di far scomparire lo smart-phone entro il prossimo decennio, con la prospettiva di una transizione dal concetto di online a quello di onlife: l’utopia/distopia di cittadini perennemente connessi, che sarà tanto più ardua da governare e da mantenere all’interno di un perimetro valoriale e istituzionale di tipo democratico quanto più tardi i governi, a cominciare dalle liberaldemocrazie occidentali, inizieranno a investire per comprendere appieno il fenomeno.

Al fine di governare la rivoluzione digitale sarà essenziale implementare la regolamentazione concernente il funzionamento delle piattaforme social, investire in formazione permanente, soprattutto sui temi dell’information and communication technology, e interrogarsi su come preservare la centralità della persona nell’evoluzione tecnologica: ovvero su come dar vita a un nuovo umanesimo in un’epoca non umanistica.