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Il futuro della ricerca: le relazioni internazionali, l’incontro tra discipline diverse

Roma, 26/10/2016, Premio Aspen Institute Italia
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La consegna del Premio Aspen Institute Italia per la collaborazione e la ricerca scientifica tra Italia e Stati Uniti è stata l’occasione per celebrare due valori dell’Istituto: la promozione delle relazioni transatlantiche e il dibattito interdisciplinare.

Il dibattito ha sollevato questioni "interne" al mondo della scienza - la crescente convergenza metodologica, il carattere sempre più trans-disciplinare e transnazionale della ricerca - e questioni "esterne", quali il rapporto tra scienza e "società aperta" e tra scienza ed etica (in coerenza con la tradizione umanistica di Aspen Institute Italia), fino al rapporto tra scienza e relazioni internazionali. Quest'ultimo aspetto merita di essere sottolineato, per la promozione delle relazioni transatlantiche, che sono al centro della vocazione dell'Istituto, tanto più in un contesto geopolitico e geoeconomico sempre più frammentato.

Il premio, alla sua prima edizione, è stato consegnato a dieci scienziati, espressione di cinque istituti di ricerca (tre americani e due italiani) ed autori della ricerca “Diffusione spaziotemporale dell’epidemia del 2014 del virus Ebola in Liberia ed efficacia di interventi non farmacologici: analisi con un modello computazionale”. La ricerca ha meritato il Premio per il suo valore scientifico, per la sua applicazione concreta ad un problema di grande portata sanitaria e sociale, per la sua significativa portata innovativa e interdisciplinare. Essa si colloca infatti nel nuovo ambito scientifico dell’epidemiologia computazionale, dove le life sciences si incrociano con sofisticate tecniche matematiche e con l'epidemiologia, che raccoglie i dati sul campo. Si tratta di ricostruire all'interno di un computer una popolazione ed i meccanismi di trasmissione di una malattia per simulare e comprendere l'efficacia di varie forme di contenimento di un’epidemia.

Dal punto di vista applicativo, i risultati ottenuti offrono un importante contributo alla definizione di piani di intervento per arginare future epidemie di Ebola, che potrebbero verificarsi nuovamente in Africa, limitandone anche l’impatto anche in altre regioni del mondo, incluse l’Italia e gli Stati Uniti. Nel caso di una nuova “guerra” contro questa malattia, la ricerca offre la strumentazione per  prevedere le mosse dell'avversario, pianificare la distribuzione delle risorse, ottimizzare la distribuzione del vaccino, prevedere scenari futuri.

Il bando della nuova edizione del Premio (2017) è disponibile sul sito dell'Istituto.