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Il futuro dell’energia: innovazione, tecnologia, geopolitica

Roma, 03/07/2018, Aspenia

La grande transizione energetica in atto è un fenomeno che va oltre l’aumento del peso delle fonti rinnovabili – per quanto questo sia fondamentale anche per evidenti ragioni ambientali. Il passaggio verso le rinnovabili procede per ora gradualmente, ma raggiungerà nei prossimi anni un punto di svolta che imprimerà ai cambiamenti già in corso una forte accelerazione quando il costo delle nuove fonti farà calare nettamente anche il valore degli idrocarburi. Le filiere dell’economica globale sono tuttora molto legate ai prezzi energetici, e i Paesi più dipendenti dall’export di materie prime fossili dovranno radicalmente modificare i propri investimenti, con un impatto significativo sul sistema bancario mondiale.

L’innovazione in campo energetico si articola su diversi piani simultaneamente, dando vita a una combinazione davvero “disruptive”: nuove tecnologie digitali (con un ruolo crescente dell’Intelligenza Artificiale e del meccanismo blockchain); le “smart grid” che consentiranno un sempre migliore e costante coordinamento tra domanda e offerta; le capacità di maggiore stoccaggio (batterie di varie dimensioni) che permetteranno di aggirare il problema della discontinuità delle fonti rinnovabili; la disponibilità a prezzi contenuti di energia abbondante e pulita (dunque con minimo impatto ambientale) per individui e imprese. La spinta delle tecnologie digitali sta rendendo molto rapide alcune di queste trasformazioni: non è facile prevedere con esattezza tempi e modalità dei prossimi passaggi, ma la direzione di marcia è piuttosto chiara e influenzerà la vita quotidiana di chiunque avrà accesso all’energia elettrica, vale a dire un numero di persone senza precedenti.

I fattori geopolitici complicano indubbiamente la transizione energetica: lo dimostrano, ad esempio, il raggiungimento di una sostanziale autonomia energetica da parte degli Stati Uniti nell’arco di pochissimi anni - grazie all’iniziativa privata e non all’intervento dello Stato - , il persistente uso di una sorta di “arma energetica” da parte dei maggiori produttori di idrocarburi, e il dinamismo della Cina sui mercati mondiali nonché in termini di investimenti tecnologici per assicurarsi le fonti necessari alla propria crescita accelerata. Anche in chiave geopolitica, comunque, importanti cambiamenti sono imminenti: le fonti rinnovabili sono potenzialmente ubique, e assai meno influenzate da elementi geografici, oltre a consentire strutture decentrate, e dunque una minore concentrazione anche di potere politico.

Gli interventi governativi e gli aspetti regolamentari – nazionali e internazionali – restano un fattore spesso decisivo. L’Italia – che rimane legata strettamente al quadro europeo per le regole e le infrastrutture energetiche – presenta dei punti di forza oggettivi e delle vere eccellenze tecnologiche, ma soffre anche di alcuni ritardi nell’attuazione di linee programmatiche e di interventi infrastrutturali. La condizione necessaria per proseguire sulla strada dell’innovazione sostenibile è un buon equilibrio tra azione pubblica e iniziativa privata.