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Brexit e mercati finanziari: le conseguenze per l'Italia

Milano, 15/04/2019, Tavola rotonda Nazionale

La Brexit e l’incertezza che sta generando, rappresentano un elemento di grande novità e potenziale destabilizzazione per i mercati finanziari.

Londra ha operato a lungo come principale piazza finanziaria europea, pur essendo collocata al di fuori dall’area euro. Ora l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea pone l’Europa davanti al bivio: trovare un accordo per continuare a mantenere una buona parte delle operazioni a Londra o iniziare il lungo e faticoso percorso per la creazione di un mercato continentale.

L’unico elemento che, al momento, pare certo è che nessun’altra piazza potrà sostituire la City e che la nuova geografia finanziaria europea sarà decentralizzata. In questo scenario per l’Italia si presentano molti rischi e qualche opportunità. Da un lato, l’Europa priva del sistema legale e finanziario anglosassone rischia di vedere l’egemonia del modello franco-tedesco; dall’altro la creazione di una nuova infrastruttura decentralizzata continentale potrebbe avere conseguenze positive per Milano che vanta grandi competenze in alcuni campi dell’industria finanziaria, dai mercati dei titoli di Stato alle piattaforme di clearing, passando per il sistema dei pagamenti.

In ogni caso, è presto per comprendere a pieno quale sarà l’effetto della Brexit sul futuro dei mercati finanziari: essendo difficile replicare la realtà di Londra - e la sua liquidità come mercato - in un altro centro, ci sarà un lungo periodo di transizione e di difficoltà. Non si tratta solo di mettere in atto un cambiamento normativo, regolamentare e logistico, ma anche del fatto che mercati meno liquidi sono necessariamente più costosi per gli investitori. La transizione durerà finché i mercati non riusciranno a trovare un altro polo - o altri poli - dove ricreare la liquidità; si tratta di un processo influenzato da numerosi fattori che non può essere diretta a livello politico, come dimostrano gli scarsi risultati ottenuti da alcuni Paesi, ad iniziare dalla Francia che puntava a ricreare a Parigi il nuovo polo della finanza europea.

Insieme al futuro della Brexit esiste un altro elemento di incertezza capace di condizionare notevolmente il mondo della finanza. Secondo gli analisti i maggiori elementi di criticità dell’attuale scenario sono tutti di carattere politico, una discreta novità per un mondo che negli ultimi 10 anni si è misurato sugli effetti - e sulle possibili vie di uscita - della crisi iniziata nel 2007.

I principali fattori riguardano, infatti, la nuova ondata di protezionismo innescata dalle decisioni dell’Amministrazione Trump e la possibile rielezione del presidente americano in carica. Del resto la stessa uscita del Regno Unito viene trattata come un problema squisitamente politico - centrato sulle spaccature nel Partito Conservatore e sulla questione irlandese - mentre nel dibattito pubblico il ruolo della City è passato in secondo piano.